il piacere di scrivere per raccontare

 

Inseguire un sogno

 

Avete mai provato ad immaginare di che materiale è fatto un sogno?

Secondo voi è una cosa astratta oppure è fatto, non so, di plastica, oppure di ferro, o ancor meglio di alluminio, perché è più leggero e puoi trasportarlo con più facilità?

E, poi, quanto grande è un sogno? Come una casa, come un grattacielo, come un castello, oppure è più piccolo di un’ape operaia?

E ancora, ha le gambe oppure le ali? 

Intendiamoci: i sogni, si sa, sono di diverso tipo. Uno che si fa nel sonno, e un altro che si fa ad occhi aperti. Io, naturalmente, desidero parlare del secondo di questi.

Dunque, dicevo: questo tipo di sogno ha le gambe o le ali?

Sì, perché se avesse le gambe sarebbe tutto più facile, gli correrei dietro, cercando di andare più forte di lui e, prima o poi, l’acciufferei. Ma se avesse le ali? Beh, se avesse le ali le cose si complicherebbero un po’. Ma, poi, a pensarci bene, mica più di tanto. Anche se io non so volare, così, come Icaro, che si lanciò verso il sole a braccia aperte, qualcosa farei. Chiederei aiuto a qualcuno. Ci sarà pur qualcuno che prima di me ha risolto questo problema. Vediamo, da chi potrei andare?... 

Pensandoci bene, però, con una buona dose di energia posso farcela da solo!...  Non si dice forse: «volare sulle ali della fantasia»?...   «per andare veloce veloce intorno al mondo».

Ecco, così è capitato a me. Un giorno, il mio sogno ad occhi aperti è diventato realtà, quasi per gioco.

 

 

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foto di copertina: Ugo Ghidelli

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